Il centro di Messina come una savana: vegetazione fiorente e rischio incidenti


All'incrocio tra le centralissime vie Ugo Bassi e Nicola Fabrizi, un cespuglio giace sulla strada, proprio al posto di quello che dovrebbe essere un parcheggio con tanto di strisce blu, che non sono state realizzate prevedibilmente per l'eccessiva sporgenza delle fronde. Dai tempi di Leopardi ad oggi, nulla non sembra esser cambiato. Il poeta, nel suo 'Infinito', a proposito della siepe, diceva che "da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude", cioè come accadeva allora, la visuale è impossibile e praticamente impedita. 

Ebbene, nel caso di specie, il 'fitto ciuffo' copre la visuale a pedoni e veicoli. Attraversare diventa un terno al Lotto e il rischio di investimenti è elevato. Si dovrà fare i conti anche con una buca che giace lì da tempo immemore, nonostante il mantello stradale, in quel tratto, sia stato rifatto.
                                                  



L'arbusto, da tutto il periodo estivo, è sempre più voluminoso e alto quanto basta per rendere impossibile vedere attraverso. Quindi, chi vorrà passare dall'altra parte della strada, e raggiungere il marciapiede dirimpetto, non potrà che farlo quasi alla cieca, nella speranza che non sopraggiunga un'automobile, un motociclo, o peggio un automezzo più pesante (furgone o altro).



Il punto non è solo realizzarle, le opere, ma anche e soprattutto custodirle e conservarle. 



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